Artico dipinge come dipingerebbe suo nonno. Nei libri di storia dell’arte verrebbe definito pittore periferico e attardato, e probabilmente lo è. C’è l’Apocalisse là fuori, piove senza tregua e lui dipinge gatti, corvi, una donna che gli fa del bene.

Saba, lirico puro che a lungo fu accusato di provincialità, scrisse che ai poeti non rimaneva che fare una poesia onesta. Simone, da buon contadino, offre una vendemmia onesta, fatta di piccole e fragili immagini quotidiane. Epifanie di luce, che sfuggono alle scorie del presente.

Francesco Lena